La montagna di cristallo

La Montagna di Cristallo parla del rapporto tra l’uomo e gli elementi della Natura attraverso il racconto di un Alieno che scende, con la sua astronave, sul pianeta Terra. 

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La Montagna di Cristallo parla del rapporto tra l’uomo e gli elementi della Natura attraverso il racconto di un Alieno che scende, con la sua astronave, sul pianeta Terra. Nel transfer dimensionale con la specie umana sperimenta i condizionamenti, risultato dei programmi installati nella Mente sin dall’infanzia. L’esigenza di perdersi per incontrare il vuoto e riemergere con una nuova luce, gli fa capire che solo fondendosi agli elementi della Natura si riesce a comprendere l’essenza della Vita.d.

 

 

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Il racconto parte dall’eta di 15 anni perché solo allora ho preso per la prima volta coscienza, leggendo il libro di Paramahansa Yogananda “Autobiografia di uno Yogi”, dei condizionamenti a cui tutti siamo sottoposti fin dalla nascita. Questi condizionamenti derivano dall’educazione che riceviamo dai genitori, dalla scuola, dalla religione, dall’ambiente che ci circonda e dalle informazioni che riceviamo dai media (televisioni, giornali, web). Tutti i nostri pensieri, azioni e scelte sono in realtà  il frutto di programmi installati nella nostra mente da tali condizionamenti durante l’infanzia e l’adolescenza ma che continuano anche oltre.

Le opinioni e le convinzioni che difendiamo strenuamente nel corso della nostra vita dipendono da questi programmi. Ma abbiamo spesso la sensazione che le cose in qualche modo sarebbero potute andare diversamente…..

Il solo modo per sfuggire a questo controllo è ricongiungersi con gli elementi primordiali della natura,  gli unici in grado di liberarci da questa specie di schiavitù. Sì, perché è stata proprio la perdita della connessione con la natura a farci deviare dal nostro cammino primordiale mancando puntualmente l’occasione di ritrovarlo.  

Solo quando realizziamo di essere parte di una grande energia che pervade il tutto riusciamo a venire fuori dal nostro misero e solitario ego e a danzare con essa.

Quando ho capito che i nostri pensieri hanno un energia talmente potente da influenzare la realtà intorno a noi e quello che ci accade nella vita, ho cominciato a fare più spazio dentro di me abbandonando opinioni e certezze. Quando lo spazio è diventato vuoto  mi sono perso in un’altra dimensione. Una specie di salto quantico alla fine del quale è emersa una luce, la luce della consapevolezza infinita. In questo universo dal filo d’erba alle galassie  tutto è interconnesso con il tutto e la sensazione di farne parte dà una gioia unica. Ho incontrato doni fantastici come i cristalli di quarzo ed il colore della loro luce, i diapason con le vibrazioni e le essenze per creare profumi quantici. Interagendo con essi ho provato ad esprimere al meglio quanto la vita possa essere meravigliosa su questo Pianeta.

Ma, nonostante quella chiara visione avuta a quindici anni, lungo la strada ho anche percorso vie traverse, più metropolitane dove il contatto con gli elementi della natura era molto debole e quindi inefficace.

Ho fatto comunque esperienze fantastiche che mi hanno dato la possibilità di evolvermi anche spiritualmente. E’ stato però negli ultimi dieci anni, e più precisamente da quando mi sono cominciato ad interessare alla fisica quantistica, che tutte le cose hanno cominciato a chiarirsi e ricollegarsi.