My Mine

Un viaggio musicale negli anni 80

Intro

Credo fosse il 1980 o da lì a poco lo sarebbe stato. Venivo dall’era psichedelica e mi stavo depurando con dosi massicce di musica New Wave, quando incontrai il gruppo Ipnotico Tango. Accadde una sera, nel locale “d’avanguardia” Blues Island di Terni.

Rimasi molto colpito da quell’estro elettronico di ragazzi della mia città e li volli conoscere.

 

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Luciano Brogelli, voce, Carlo Malatesta alla chitarra, Danilo Rosati, batteria e tastiere e Massimo Rufini al sax.

Mi piacquero e io piacqui a loro…Neanche un mese dopo suonavamo insieme.

Comprai un Korg MS 20 e ,senza conoscere una nota, cominciai a far uscire tutto quello che di musicale avevo acquisito fino ad allora.

Facevamo musica sperimentale ed era veramente interessante e estremamente affascinante.

In quel periodo realizzammo la colonna sonora di un lavoro Teatrale del Maestro Paolo Liberati e ne uscirono tre pezzi, su una compilation di gruppi italiani dell’epoca Ref. 907, su uno dei quali c’ero anch’io, il nuovo arrivato.

Poi via via le tante ore di lavoro dedicate a sperimentare nuovi stili e nuovi suoni cominciarono a sembrare sterili; perlomeno ad alcuni di noi.

Ci separammo amichevolmente. Luciano e Massimo volevano continuare su quella linea, mentre io, Carlo e Danilo, orientati verso qualcosa di più commerciale con il quale cercare di entrare sul mercato, e cioè realizzare un disco.

Utilizzammo nuovi strumenti elettronici tra i quali un basso elettronico ed un eco della Roland e un giorno, mentre eravamo lì a provare queste due scatoline, Danilo Rosati improvvisò un giro di basso semplice ma efficace. Lo passammo così dentro l’eco e uscì qualcosa di magico.

Ci lavorammo sopra e ne uscì un nastro demo da poter far ascoltare. A quei tempi Carlo Malatesta studiava al Dams di Bologna e aveva sentito parlare di un grande produttore e arrangiatore, Mauro Malavasi. Il Malavasi di Macho Man, che lavorava alla Phonoprint di Bologna e gli portò la cassetta.

Quattro giorni dopo eravamo tutti lì a registrare Hypnotic Tango. Malavasi lo arrangiò in maniera eccellente e il pezzo divenne una bomba.

Da qui si susseguirono una serie di successi…Colonna sonora di DiscoRing, primi in classifica in Germania e tra i primi in tutta Europa.

Un periodo entusiasmante: ospiti in programmi televisivi tedeschi, francesi, spagnoli. Articoli sui giornali specializzati e tanti tanti fans.

Durante una serata in cui eravamo a DiscoRing, insieme a noi era ospite del programma, una ragazza . Piccolina, bionda, nessuno la conosceva. Passò un sacco di tempo in camerino a truccarsi,tanto che io la guardai anche un po’ dall’alto in basso.

 Allora esordiente e sconosciuta, il mondo  l’avrebbe conosciuta pochi mesi dopo… Si chiamava Madonna.

Dopo circa un anno incidemmo il secondo singolo, Zorro.

Ci eravamo prefissati l’idea di fare qualcosa di più innovativo e passammo quasi un mese in studio a Bologna. Commettemmo l’errore di uscire dalle sonorità di Hypnotic Tango mentre invece avremmo dovuto fare un pezzo sullo stesso stile. Infatti fu un flop.

Da lì inizio un periodo scuro. La produzione ci consigliò  di scegliere un cantante inglese al posto mio e arrivò Darren Hatch,londinese…Non fu una cosa tanto facile da digerire  per me, visto che ero stato il front man fino ad allora, ma accettai mio malgrado, per produrre LP Stone.

Il Long Playing fu venduto in varie nazioni oltre l’europa: Giappone e buona parte del Sud America.

Non riuscimmo più a scalare le classifiche. L’ultimo tentativo fu la canzone Can Delight, brano non nostro ma che la produzione decise di farci suonare poichè orecchiabile e che poteva secondo loro riportarci alla ribalta. Non fu sufficiente.

Continuammo ancora un paio di anni a comporre brani ma senza riuscire a produrli.

Da lì ci rassegnammo.